Cambiamento climatico e scenari di lungo termine

Enel, nelle pagine che seguono, mette in risalto la sua strategia, incentrata sul processo di decarbonizzazione, innovazione e digitalizzazione, e fortemente indirizzata verso la lotta al cambiamento climatico, descrivendo altresì un modello di business integrato e orientato verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. In tal senso, al fine di promuovere la trasparenza nella propria disclosure relativa al cambiamento climatico, intende dare ai propri stakeholder tutti gli strumenti e le informazioni che evidenziano come il Gruppo stia affrontando il cambiamento climatico in modo diligente e determinato. Enel si è pubblicamente impegnata ad adottare le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD)(1) del Financial Stability Board, che a giugno 2017 ha pubblicato specifiche raccomandazioni sulla rendicontazione volontaria dell’impatto finanziario dei rischi climatici. Il Gruppo sta anche integrando le “Guidelines on reporting climate-related information” pubblicate dalla Commissione Europea nel giugno 2019, che, insieme alla TCFD e allo standard GRI(2),costituiscono il principale quadro di riferimento in merito alla divulgazione da parte del Gruppo delle tematiche legate al cambiamento climatico nel corso del 2019.

Il Gruppo Enel è impegnato a sviluppare un modello di business in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (COP21)(3) per contenere l’aumento medio della temperatura globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e per continuare a limitare tale aumento a 1,5 °C. Nel 2019 Enel ha riaffermato ufficialmente questo impegno, rispondendo alla richiesta di azione da parte delle Nazioni Unite ed essendo l’unica azienda italiana a sottoscrivere l’impegno a limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5 °C e a raggiungere le zero emissioni entro il 2050.
L’ambizione del Gruppo circa la leadership nella transizione energetica e nella lotta al cambiamento climatico si è ulteriormente rafforzata nel 2019: l’obiettivo di riduzione delle emissioni dirette dovute alla produzione di energia per il 2020, fissato nel 2015 a 350 g/kWheq di CO2 con una riduzione del 25% rispetto al valore del 2007, è stato raggiunto con un anno di anticipo; il 2019 si è chiuso infatti con una riduzione del 37% rispetto al 2007, raggiungendo un valore pari a 296 g/kWheq di CO2. Questo obiettivo è stato certificato dalla Science Based Targets initiative (SBTi)(4) come coerente con lo scenario 2DS(5) dell’International Energy Agency, che definisce un percorso di sviluppo del sistema energetico e una traiettoria delle emissioni coerente con almeno il 50% di possibilità di limitare la media globale aumento di temperatura a 2 °C. Di conseguenza, la previsione di riduzione per il 2020 è stata aggiornata nel nuovo Piano Strategico 2020-2022, con un valore pari a 254 g/kWheq di CO2.

A settembre 2019 Enel ha ulteriormente incrementato il suo commitment definendo un nuovo obiettivo per il 2030, con il quale si è impegnata a ridurre del 70% entro il 2030 le emissioni dirette di CO2 per kWheq (Scope 1), rispetto al 2017. Questo traguardo, legato alle emissioni dirette dovute alla produzione di energia, è quasi tre volte più ambizioso rispetto al precedente fissato per il 2020, ed è completamente allineato all’Accordo di Parigi (COP21). Inoltre, l’obiettivo è stato certificato dalla SBTi, che è finora il criterio di certificazione più ambizioso disponibile per il settore delle utility ed è coerente con il Well Below 2C pathway della SBTi e lo IEA B2DS scenario. Tale accelerazione risponde inoltre all’appello del gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC) nel contesto del rafforzamento della risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici. Inserito nella relazione speciale, l’appello mette in guardia contro gli impatti del riscaldamento globale di 1,5 °C al di sopra dei livelli pre-industriali e i relativi percorsi globali di emissione di gas a effetto serra.

Parallelamente alle emissioni dirette il Gruppo ha fissato un nuovo obiettivo, anch’esso certificato dalla Science Based Targets initiative, per ridurre del 16% entro il 2030 anche le emissioni indirette associate al consumo di gas da parte dei clienti finali del Gruppo (emissioni indirette derivanti dell’uso di prodotti venduti), che rappresentano una fonte rilevante delle emissioni indirette Scope 3.

Il Gruppo sviluppa scenari di breve, medio e lungo termine, in ambito energetico e macroeconomico finanziario, al fine di supportare l’attività di pianificazione strategica e industriale e la valutazione degli investimenti e delle operazioni straordinarie. In tali scenari il ruolo del cambiamento climatico è sempre più importante e produce effetti in termini di:

  • fenomeni acuti (ondate di calore, alluvioni, uragani ecc.) e il loro potenziale impatto sugli asset industriali;
  • enomeni cronici relativi a modifiche strutturali del clima, come il trend di aumento della temperatura, l’innalzamento del livello del mare ecc. che determina una variazione della produzione degli impianti e una modifica dei profili di consumo dell’energia elettrica nei settori residenziale e commerciale;
  • transizione dei diversi settori industriali e di business verso un’economia verde caratterizzata da un livello di emissioni di inquinanti sempre più basso.

Le tematiche connesse ai trend futuri delle variabili climatiche (in termini di fenomeni acuti e fenomeni cronici) definiscono il cosiddetto “scenario fisico”, mentre i temi della transizione industriale ed economica verso soluzioni che possano ridurre le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono gli elementi caratteristici dello “scenario di transizione”. L’adozione degli scenari descritti e la loro integrazione nei processi aziendali tengono conto delle linee guida della TCFD e sono un fattore abilitante alla valutazione dei rischi e delle opportunità connesse al cambiamento climatico.

(1) La TCFD è la Task Force istituita dal Financial Stability Board nel dicembre 2015 per sviluppare linee guida e raccomandazioni volontarie per le aziende al fine di fornire informazioni a tutti gli stakeholder su rischi e opportunità legati al cambiamento climatico.
(2) La Global Reporting Initiative è un’organizzazione internazionale indipendente che si occupa della definizione di standard globali di reporting in materia di sostenbilità.
(3) L’accordo raggiunto nel dicembre 2015 in occasione della ventunesima riunione della Conferenza delle parti (COP21) prevede l’impegno a mantenere l’innalzamento della temperatura globale sotto i 2 °C e – se possibile – sotto 1,5 °C rispetto ai livelli pre-industriali.
(4) Iniziativa che ha lo scopo di fornire alle aziende target di riduzione delle emissioni di gas serra (GHG) in linea con quanto, secondo l’attuale livello di conoscenza scientifica, si ritiene necessario per il contenimento del rialzo della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C.
(5) Lo scenario 2DS descrive un sistema energetico coerente con una traiettoria di emissioni che, con l’80% di possibilità, consentirebbe di limitare l’aumento della temperatura globale media entro i 2 °C.