Framework su principali rischi ed opportunità

Il framework sopra illustrato evidenzia anche i rapporti che collegano gli scenari fisici e di transizione con i potenziali effetti sul business del Gruppo.
Tali effetti possono essere valutati su tre orizzonti temporali: il breve periodo (1-3 anni), nel quale si possono fare analisi di sensibilità a partire dal Piano Strategico presentato ai mercati nel 2019; il medio periodo (fino al 2030), nel quale è possibile apprezzare gli effetti della transizione energetica; il lungo periodo (2030-2050), nel quale si dovrebbero iniziare a manifestare cambiamenti cronici strutturali a livello climatico. Di seguito saranno descritte le principali fonti di rischi e opportunità individuate, le best practice operative per la gestione dei fenomeni meteoclimatici e le valutazioni di impatto qualitative e quantitative effettuate a oggi. Come la TCFD dichiara, il processo di disclosure dei rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici sarà graduale e incrementale di anno in anno.

Fenomeni fisici acuti e cronici: ripercussioni sul business, rischi ed opportunità

Per quanto concerne i rischi e le opportunità associati alle variabili fisiche, e prendendo a riferimento gli scenari dell’IPCC, si prova a valutare l’andamento delle seguenti variabili e gli associati fenomeni operativi e industriali come potenziali rischi e opportunità.

 

Cambiamenti fisici cronici fonti di rischi ed opportunità.

Dagli scenari climatici sviluppati insieme all’ICTP non emergono certezze di variazioni strutturali prima del 2030, mentre si potrebbero iniziare ad apprezzare variazioni tra il 2030 e il 2050. I principali impatti dei cambiamenti fisici cronici si riscontrano nelle seguenti variabili:

Variabili impattate dai cambiamenti fisici cronici
  • Domanda elettrica: variazione del livello medio delle temperature con effetto su potenziale incremento e/o riduzione del fabbisogno di energia elettrica.
  • Produzione termoelettrica: variazione del livello e delle temperature medie dei mari e dei fiumi con effetti sulla produzione termoelettrica.
  • Produzione idroelettrica: variazione del livello medio di precipitazioni piovose e nevose e delle temperature con potenziale incremento e/o riduzione della produzione idroelettrica.
  • Produzione solare: variazione del livello medio di irraggiamento solare, temperatura e pioggia con potenziale incremento e/o riduzione della produzione solare.
  • Produzione eolica: variazione del livello medio di ventosità con potenziale incremento e/o riduzione della produzione eolica. In merito agli effetti dei cambiamenti fisici cronici, il Gruppo lavorerà per stimare al meglio le relazioni tra i cambiamenti delle variabili fisiche e la variazione della producibilità relativa ai singoli impianti per le diverse tecnologie.

Le evidenze di scenario mostrano che cambiamenti cronici strutturali nei trend delle variabili fisiche si manifesteranno successivamente al 2030. Tuttavia, al fine di avere una stima indicativa dei potenziali impatti, è possibile effettuare uno stress test del piano industriale sui fattori potenzialmente influenzati dallo scenario fisico, pur prescindendo da una relazione diretta con le variabili climatiche. Naturalmente questo stress test ha una probabilità di accadimento estremamente bassa sulla base  degli eventi storici e della diversificazione geografica. Le variabili esaminate sono: la domanda elettrica (+/-1% annuo), le cui variazioni producono potenziali impatti sui business della generazione e sul retail, che è stata stressata contestualmente su tutti i Paesi di presenza del Gruppo; la producibilità degli impianti rinnovabili (+/-10% su un singolo anno), le cui variazioni producono potenziali impatti sul business della generazione, che è stata stressata in maniera separata a livello di singola tecnologia sul perimetro globale. I dati mostrati fanno riferimento all’effetto su un singolo anno per una singola tecnologia di produzione e includono sia l’effetto volume sia l’effetto prezzo.

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Cambiamenti fisici acuti fonti di rischi e opportunità

Per quanto riguarda i fenomeni fisici acuti (eventi estremi), l’incidenza e la frequenza dei fenomeni fisici estremi possono arrecare danni fisici rilevanti e inaspettati sugli asset e generare esternalità negative legate all’interruzione del servizio. Per   valutare la rilevanza dei rischi di eventi climatici estremi saranno esaminati i risultati di scenario su frequenza e intensità dei fenomeni più rilevanti, con le informazioni tecniche sugli asset, tenendo conto dei diversi livelli di resilienza, e individuando metriche per la valorizzazione dei potenziali danni e delle eventuali esternalità dovute all’interruzione del business.

L’intensificazione degli effetti del cambiamento climatico rende fondamentale assumere un comportamento di tipo adattivo: ogni evento  catastrofico rappresenta per Enel una “lesson learned” da cui trarre spunto per irrobustire le tecniche di progettazione e le misure preventive volte a rendere resiliente il portafoglio.
In quest’ottica assumono un ruolo cruciale il metodo e le informazioni estratte ex post dalle analisi degli eventi, che permettono di definire processi e pratiche per la mitigazione di eventi simili in futuro.

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Generazione

Per quanto riguarda la generazione, nel tempo il Gruppo ha sia effettuato interventi mirati su siti specifici sia instaurato attività e processi di gestione ad hoc.
Tra le azioni su siti specifici negli ultimi anni, citiamo per esempio:

  • miglioramento dei sistemi di gestione delle acque di raffreddamento di alcuni impianti per compensare fenomeni derivanti dall’abbassamento dei fiumi, come per esempio il Po in Italia;
  • specifici interventi tecnologici (“Fogging systems”) per migliorare il flusso dell’aria in ingresso e compensare la riduzione di potenza dovuta all’aumento della temperatura ambiente nei CCGT;
  • installazione di pompe di drenaggio, sollevamento del terrapieno, pulizia periodica dei canali, e interventi per rafforzare i terreni adiacenti agli impianti rispetto a eventi franosi e per mitigare i rischi di alluvione.

Per la corretta gestione dei fenomeni meteo avversi nell’ambito della generazione di energia elettrica, il Gruppo adotta una serie di best practice come:

Practice di Gruppo per la gestione dei fenomeni meteo nell’ambito della generazione
  • Previsioni meteo per monitorare la disponibilità della risorsa rinnovabile e il verificarsi degli eventi estremi, con sistemi di allerta che garantiscano la protezione di persone e asset.
  • Gestione delle politiche assicurative, che includono la copertura dai danni sugli asset e dalle esternalità negative dovute per esempio alla mancata produzione elettrica.
  • Monitoraggio in tempo reale da remoto degli impianti di produzione elettrica.
  • Safe room negli impianti situati in zone esposte a tornado e uragani, come per esempio quelli eolici in Oklahoma, negli Stati Uniti.

In aggiunta, per reagire prontamente agli eventi avversi, il Gruppo adotta procedure dedicate per la gestione delle emergenze con protocolli di comunicazione in tempo reale, pianificazione e gestione per il ripristino delle attività operative in breve tempo e check-list standard per la valutazione dei danni e il ritorno in servizio in sicurezza in tutti gli impianti nel tempo più breve possibile.

Infrastructure & Networks

Nella Linea di Business Infrastructure and Networks, per far fronte ai suddetti eventi estremi il Gruppo Enel ha adottato, in aggiunta alle misure già previste per il potenziamento e il miglioramento della rete di distribuzione elettrica, un approccio innovativo denominato “4R”. Tale approccio è stato strutturato negli ultimi anni in un corpo documentale che disciplina le misure da adottare in preparazione di un’emergenza sulla rete una volta che il danno è stato prodotto. La strategia delle 4R comprende in particolare:

4R - Risk preventionPrima fase di “Risk prevention” comprendente tutte le azioni che consentono di ridurre la probabilità di perdere elementi di rete a causa di un evento e/o di minimizzare i suoi effetti. Lo scopo è stato perseguito sia tramite  interventi di aumento della robustezza dell’infrastruttura di rete a fronte degli eventi climatici estremi, sia tramite interventi manutentivi. Gli interventi di rinforzo della rete, in particolare, sono rivolti non soltanto a migliorare in generale la qualità del servizio, ma anche a ridurre il rischio di interruzioni prolungate ed estese in caso di guasto, secondo un approccio probabilistico. Tale approccio è stato utilizzato soprattutto per ridurre il rischio di  interruzioni nelle installazioni critiche (cabine primarie) o in presenza di particolari configurazioni di rete (senza vie alternative di alimentazione).
In Italia, per evitare i disservizi legati alla rottura dei conduttori delle linee aeree nel caso di formazione di manicotti di neve, è stato valutato il rischio di tali disservizi partendo dalla probabilità di perdere porzioni di rete e  calcolando il relativo impatto in termini di clienti disalimentati e il danno in termini di energia non fornita. A fronte di questi rischi sono stati pianificati investimenti come la sostituzione mirata dei conduttori nudi con cavo isolato, l’aumento delle vie di ri-alimentazione e l’impiego del telecontrollo per sezionare nel più breve tempo possibile la porzione di rete affetta dal guasto.
In Italia gli interventi orientati all’incremento della resilienza sono contenuti nel piano triennale di investimenti di e-distribuzione e mirano a contenere il rischio di interruzione a fronte dei principali fattori critici che possono avere impatto sulla rete di media tensione della società. Tali interventi per il periodo 2017-2021 interessano circa 4 milioni di clienti e oltre 7.000 chilometri di linee di media tensione.
4R - ReadinessSuccessiva fase di “Readiness” comprendente tutti gli interventi che mirano a migliorare la tempestività con cui viene identificato un evento potenzialmente rischioso, ad assicurare il coordinamento con la Protezione Civile e le istituzioni locali, nonché a predisporre quanto necessario per intervenire una volta che un disservizio si è verificato sulla rete. Ne sono esempi i sistemi di previsione degli eventi meteorologici e del loro impatto sulla rete, l’approvvigionamento di adeguate dotazioni per realizzare impianti temporanei o assetti di rete di emergenza, la predisposizione di piani operativi e l’organizzazione di apposite esercitazioni. Una delle misure più importanti è sicuramente la definizione di accordi preventivi per la mobilitazione di risorse straordinarie preventivamente identificate per far fronte all’emergenza. Trattasi sia di risorse interne sia di risorse di imprese contrattiste operanti in altre aree del medesimo Paese e/o in altri Paesi.
4R - ResponseLa terza fase è detta di “Response”, intesa come capacità di risposta operativa a uno specifico evento estremo, direttamente correlata alla capacità di mobilitare risorse operative sul campo e alla disponibilità di backup e ridondanze della rete.
4R - RecoveryL’ultima fase è quella di “Recovery”, volta a ripristinare un livello di servizio accettabile e sicuro nel più breve tempo possibile.

Response e Recovery sono due leve tra loro complementari. La filosofia che guida gli interventi in queste due fasi è che per fronteggiare eventi eccezionali si debba ricorrere a risorse eccezionali e che quindi la mobilitazione di tutte le risorse disponibili predisposte nella fase di Readiness sia necessaria. La valutazione dei danni subiti dalla rete è la prima attività da eseguire. Enel provvede poi tempestivamente all’attivazione di task force di tecnici specializzati e all’impiego di mezzi speciali (elicotteri e gruppi elettrogeni) dedicati al rispristino del servizio nelle aree geografiche, nonché alla mobilitazione di risorse di personale proveniente da altre aree/Paesi. In queste fasi grande attenzione viene dedicata alla comunicazione con tutti gli attori  coinvolti e alla definizione della migliore strategia di gestione del ripristino del servizio e delle fasi di riparazione delle linee e della rialimentazione dei clienti.
Al riguardo si segnala che il Gruppo Enel in Italia è invitato permanente del Comitato  Operativo della Protezione Civile nazionale e ha sottoscritto Protocolli sia con la Protezione Civile nazionale sia con le Protezioni Civili regionali, al fine di favorire il flusso delle comunicazioni in situazioni di emergenza, la formazione reciproca e ogni iniziativa utile a rendere la collaborazione col sistema della Protezione Civile efficace e tempestivo.

Fenomeni di transizione: ripercussioni sul business, rischi e opportunità

Per quanto concerne i rischi e le opportunità associati a variabili di transizione, prendendo a riferimento i diversi scenari di riferimento in combinazione con i diversi elementi che compongono il processo di identificazione del rischio (per es., contesto competitivo, visione a lungo termine dell’industria, analisi di materialità ecc.), vengono individuati i driver di potenziali rischi e opportunità, dando priorità ai fenomeni con maggiore rilevanza. I principali rischi e opportunità individuati sono di seguito descritti.

Policy & Regulation

Limiti alle emissioni e carbon pricing

Introduzione di leggi e regolamenti che stabiliscano limiti emissivi più stringenti sia per via amministrativa (non market driven) sia market based, come per esempio Carbon Tax nei settori non
ETS (Emissions Trading System) ed espansione dell’ETS in altri settori.
  • Opportunità: strumenti regolatori sia tipo Command & Control sia meccanismi di mercato che rafforzino i segnali di prezzo della CO2 favorendo gli investimenti in tecnologie carbon-free.
  • Rischio: mancanza di un approccio coordinato dei diversi attori e policy maker e scarsa efficacia degli strumenti di policy posti in essere, con conseguenze sulla velocità dei trend di elettrificazione
    e decarbonizzazione nei vari settori, rispetto a una strategia di Gruppo orientata in maniera decisa verso la transizione energetica.
Incentivi alla transizione energetica

Incentivi e opportunità di sviluppo in ottica di transizione energetica, con conseguente orientamento del sistema energetico verso l’utilizzo di fonti a basso contenuto emissivo come mainstream dei mix energetici dei Paesi, maggiore elettrificazione dei consumi, efficienza energetica, flessibilità del sistema elettrico e potenziamento delle infrastrutture, con impatti positivi in termini di ritorno sugli investimenti e nuove opportunità di business.

  • Opportunità: volumi e margini addizionali dovuti a investimenti aggiuntivi nel settore elettrico, in linea con la strategia di elettrificazione, decarbonizzazione e potenziamento delle infrastruttureabilitanti.
  • Rischio: presenza di ostacoli al raggiungimento dei target della transizione energetica, dovuti a framework regolatori non efficaci nel sostenere la transizione energetica, lentezza delle utorizzazioni amministrative, mancato potenziamento delle rete elettrica ecc.
Regolazione in materia di resilienza

Miglioramento degli standard o introduzione di meccanismi ad hoc per regolare gli investimenti in resilienza, nel contesto dell’evoluzione del cambiamento climatico.

  •  Opportunità: benefíci dalla messa in opera di investimenti che riducano i rischi di qualità e continuità del servizio per le comunità.
  • Rischio: in caso di eventi estremi di particolare importanza il cui impatto è superiore alle attese, si prefigura il rischio di mancato recovery in tempi adeguati e conseguentemente rischio reputazionale).

Incentivi alla transizione energetica attraverso appropriate misure di policy e strumenti finanziari, in grado di supportare un framework di investimento e un posizionamento dei policy maker di lungo termine, credibile e stabile. Introduzione di regole e/o strumenti finanziari pubblici e privati (per es., fondi, meccanismi, tassonomie, benchmark) volti all’integrazione della sostenibilità nei mercati finanziari e negli strumenti di finanza pubblica.

Misure finanziarie per la transizione energetica
  • Opportunità: creazione di nuovi mercati e prodotti di finanza sostenibile in coerenza con il frameworkdi investimento, attivando la possibilità di maggiori risorse pubbliche per la decarbonizzazione e l’accesso a risorse finanziarie in linea con gli obiettivi di transizione energetica e relativi impatti sul costo e sugli oneri di finanziamento; introduzione di strumenti di supporto agevolato (fondi e bandi) per la transizione.
  • Rischio: azioni e strumenti non sufficienti a fornire incentivi coerenti con un posizionamento complessivo in ottica di transizione energetica, incertezza o rallentamento sull’introduzione di nuovi strumenti e regole  per effetto del peggioramento delle condizioni di finanza pubblica o a causa di una diversa applicabilità sul perimetro geografico del Gruppo.

Market

Dinamiche di mercatoLe dinamiche di mercato, come quelle relative alla variabilità dei prezzi delle commodity, l’incremento dei consumi elettrici per effetto della transizione energetica e la penetrazione delle rinnovabili hanno
impatto sui driver di business, con effetti sulla marginalità e sui volumi di produzione e vendita.
  • Opportunità: effetti positivi derivanti dall’incremento della domanda elettrica e dai maggiori spazi per le rinnovabili e per tutte le fonti di flessibilità.
  • Rischio: minore spazio di mercato per le tecnologie termoelettriche residue nel breve periodo. Tuttavia, al crescere della penetrazione delle rinnovabili nel mix elettrico, potrebbe aumentare il
    fabbisogno di flessibilità per il sistema anche da fonti a gas in regime regolato.

Technology

Penetrazione nuove tecnologieProgressiva penetrazione di nuove tecnologie come Storage e Demand Response; leva digitale per trasformare i modelli operativi e i modelli di business “a piattaforma”.
  • Opportunità: investimenti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche.

Product and Services

Elettrificazione dei consumi residenzialiCon la progressiva elettrificazione degli usi finali, cresce la penetrazione di prodotti in grado di garantire minori costi e minore impatto in termini di emissioni nel settore residenziale (per es., diffusione di pompe di calore per funzioni di riscaldamento e raffrescamento).
  • Opportunità: aumento dei consumi elettrici.
  • Rischio: ulteriore aumento della competizione in questo segmento di mercato.
Mobilità elettrica ed elettrificazione consumi industriali

Utilizzo di modalità di trasporto più efficienti ed efficaci dal punto di vista del cambiamento climatico, con particolare riferimento allo sviluppo della mobilità elettrica e delle infrastrutture di ricarica; elettrificazione dei consumi industriali energivori.

  • Opportunità: effetti positivi derivanti dall’incremento della domanda elettrica e dai maggiori margini collegati alla penetrazione del trasporto elettrico.

Il Gruppo ha già messo in campo azioni strategiche volte a mitigare i potenziali rischi e sfruttare le opportunità relative alle variabili di transizione.
Grazie a una strategia industriale e finanziaria che incorpora i fattori ESG, con un approccio integrato in ottica di sostenibilità e innovazione è possibile creare valore condiviso nel lungo termine. La strategia orientata alla completa decarbonizzazione e alla transizione energetica rende il Gruppo resiliente ai rischi derivanti dall’introduzione di policy più ambiziose in termini di riduzione delle emissioni e massimizza le opportunità per lo sviluppo di generazione rinnovabile, infrastrutture e tecnologie abilitanti.
A differenza degli impatti climatici cronici, è possibile affermare che le evidenze di scenario di transizione possono avere impatti già nel breve e nel medio periodo (entro il 2030).
Analogamente a quanto fatto per le variabili climatiche, è possibile effettuare uno stress test del piano industriale corrente (2020-2022) sui fattori potenzialmente influenzati dallo scenario di transizione, con particolare riferimento al prezzo della CO2 (ETS). Esaminando le principali variabili di transizione, infatti, il prezzo della CO2 risulta essere un driver particolarmente attendibile delle misure regolatorie che possono accelerare il processo di transizione.

Per valutare l’impatto della possibile modifica di questo driver vengono rappresentati gli effetti di un potenziale aumento del prezzo della CO2 di +/-10% sul perimetro geografico di Italia e Spagna. Tale variazione di prezzo andrebbe a modificare il prezzo di equilibrio di entrambi i mercati wholesale, con ripercussioni sui margini della Global Power Generation, sia sugli impianti termici sia su quelli rinnovabili. Per quantificare, invece, i rischi e le opportunità derivanti dalla transizione energetica nel medio periodo, sono stati presi in considerazione due scenari sui perimetri geografici di Italia e Spagna:

Scenario “policy correnti”Basato sulle attuali politiche di transizione energetica di Italia e Spagna (PNIEC),
presumibilmente coerente con uno scenario climatico intermedio tra RCP 8.5 e RCP 2.6.
Lo scenario “policy correnti” considerato per i due Paesi, pur collocandosi tra gli scenari meno ambiziosi dell’RCP 2.6, costituisce un outlook plausibile in quanto derivante dalle politiche già approvate e che verosimilmente non saranno disattese. A livello globale, resta comunque valido il principio per cui, ove i principali Paesi del mondo non adottassero politiche di decarbonizzazione efficaci, mantenendosi su scenari inerziali o peggiorativi, lo scenario “policy correnti” potrebbe comunque condurre a uno scenario climatico in linea con l’RCP 8.5.
Scenario “policy accellerate”Basato su potenziali politiche di transizione accelerate volte a raggiungere target di riduzione della CO2 presumibilmente coerenti con uno scenario climatico RCP 2.6. Questo scenario include inoltre un incremento dell’efficienza energetica del sistema e una spinta all’elettrificazione dei consumi finali.

Considerando questi scenari di transizione e i modelli del sistema energetico, sono stati identificati gli effetti sulle variabili che maggiormente possono influenzare il business, come la domanda elettrica, l’energy mix di sistema o l’aumento dei consumi elettrici dovuto all’elettrificazione dei consumi finali.
Gli effetti di transizione sul medio periodo possono, infatti, portare nuove opportunità dovute alla crescita delle rinnovabili e  potenziali rischi sulla perdita di margine degli impianti termici. Sulla base di ipotesi future regolatorie e dei trend di mercato, è possibile arrivare a una stima dell’evoluzione delle produzioni nei mercati elettrici di presenza del Gruppo (per ora solo Italia e Spagna) e delle marginalità unitarie. Tali considerazioni offrono spunti per determinare quale potrà essere il posizionamento strategico del Gruppo in ottica di allocazione delle risorse (per es., mantenere o incrementare la propria market share nelle rinnovabili o accelerare eventuali phase-out di tecnologie obsolete).
Al 2030, le dinamiche relative alla transizione energetica potranno portare sensibili opportunità sul mercato elettrico retail. La progressiva elettrificazione dei consumi finali, in particolare dei trasporti e del settore residenziale, condurrà infatti a un sensibile aumento dei consumi  elettrici.
Considerando gli scenari di transizione elaborati dal Gruppo per Italia e Spagna, l’aumento dei consumi elettrici sul segmento domestico potrebbe determinare al 2030 un incremento dell’EBITDA superiore ai 300 milioni di euro rispetto al 2022. Considerando uno scenario di transizione più ottimistico, ovvero con un maggior tasso di elettrificazione dei trasporti e dell’heating/cooling, gli effetti potrebbero essere superiori, assumendo di mantenere invariate le ipotesi di marginalità e quote di mercato presenti nel Piano.

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