Il titolo Enel

 

Enel e i mercati finanziari

 

2019

2018

Margine operativo lordo per azione (euro)

1,74

1,61

Risultato operativo per azione (euro)

0,68

0,97

Risultato netto del Gruppo per azione (euro)

0,21

0,47

Risultato netto ordinario del Gruppo per azione (euro)

0,47

0,40

Dividendo unitario(1) (euro)

0,328

0,28

Patrimonio netto del Gruppo per azione (euro)

2,99

3,12

Prezzo massimo dell’anno (euro)

7,21

5,39

Prezzo minimo dell’anno (euro)

5,08

4,24

Prezzo medio del mese di dicembre (euro)

6,89

4,94

Capitalizzazione borsistica(2) (milioni di euro)

70.047

50.254

Numero di azioni al 31 dicembre (milioni) (3)

10.165

10.167

(1) Dividendo deliberato dall’Assemblea degli azionisti del 14 maggio 2020.
(2) Calcolata sul prezzo medio del mese di dicembre.
(3) La variazione è dovuta all’acquisto di azioni proprie di n. 1.549.152 del valore nominale di 1 Euro.

   

  

Corrente(1)

al 31.12.2019

al 31.12.2018

al 31.12.2017

Peso azioni Enel:

     

- su indice FTSE MIB

 

16,40%

15,04%

13,86%

11,68%

- su indice Bloomberg World Electric

 

4,46%

4,21%

3.78%

3,92%

Rating

     

Standard & Poor’s

Outlook

STABLE

STABLE

STABLE

STABLE

 

M/L termine

BBB+

BBB+

BBB+

BBB+

 

Breve termine

A-2

A-2

A-2

A-2

Moody’s

Outlook

POSITIVE

POSITIVE

STABLE

STABLE

 

M/L termine

Baa2

Baa2

Baa2

Baa2

 

Breve termine

-

-

-

P2

Fitch

Outlook

STABLE

STABLE

STABLE

STABLE

 

M/L termine

A-

A-

BBB+

BBB+

 

Breve termine

F2

F2

F2

F2


(1) Dati aggiornati al 28 gennaio 2020.

Il contesto economico mondiale nel 2019 è stato debole, confermando il rallentamento già iniziato nella seconda metà del 2018. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina (con la conseguente introduzione di nuovi dazi), le tensioni geopolitiche e il persistente clima di incertezza circa l’esito dei negoziati della Brexit hanno condizionato le scelte di investimento degli operatori economici.
Tra gli altri fattori di maggiore attenzione, il 2019 è stato segnato dall’ulteriore rallentamento dell’economia cinese e dall’inasprimento delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti (come conseguenza dell’avvio prematuro del ciclo di normalizzazione dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve - Fed verso la fine del 2018), che ha frenato lo sprint dell’economia americana.
Nell’Eurozona la crescita è stata modesta attestandosi in media allo 0,2% su base trimestrale a partire dal secondo trimestre del 2019, principalmente a causa di una domanda esterna in diminuzione e della difficoltà del comparto industriale e manifatturiero.
In America Latina il quadro economico è stato debole ma disomogeneo, contrassegnato in generale da forte instabilità politica (ossia, Argentina, Cile, Perù, Bolivia).
La distensione del contesto geopolitico (la tregua raggiunta tra Stati Uniti e Cina con la “fase uno” a inizio 2020 e il rischio scongiurato di uno scenario “Hard Brexit” in seguito alla vittoria schiacciante dei conservatori alle elezioni britanniche), unitamente al miglioramento delle condizioni finanziarie a livello globale (ritorno a una politica monetaria maggiormente espansiva sia nelle economie mature sia nei mercati emergenti), hanno rafforzato a inizio anno un clima di maggiore ottimismo circa le dinamiche di ripresa economica a livello globale. Tuttavia, lo scoppio dell’epidemia dovuta al COVID-19 in Cina e la successiva escalation di nuovi contagi in Italia già nei primi mesi del 2020 hanno radicalmente modificato lo scenario. A oggi si stima un danno economico sensibile ma temporaneo e limitato nella prima metà dell’anno, principalmente per le economie con un forte legame economico con la Cina e per quelle che hanno subíto misure cautelative di contenimento della propagazione del virus (con blocco della circolazione delle persone e delle attività). Nei prossimi mesi si avrà sicuramente un quadro più certo di quelle che saranno le conseguenze in ambito economico e le ripercussioni sui mercati finanziari.

Nonostante le incertezze del contesto economico, i principali indici azionari europei hanno chiuso il 2019 positivamente; l’indice spagnolo Ibex35 +11,8%, l’indice francese CAC40 +26,4% e il DAX30 tedesco +25,5%.
Nello specifico, l’indice italiano FTSE Italia All-Share ha registrato nell’anno una variazione positiva pari al +27,2%.

Il settore delle Utility dell’area euro ha chiuso l’esercizio con un incremento del 22,2%.

Infine, per quanto riguarda il titolo Enel, il 2019 si è concluso a quota euro 7,072 per azione, con un incremento del 40,2% rispetto all’anno precedente, quasi raddoppiando la performance dell’indice settoriale dell’area euro.

Il 23 gennaio 2019 è stato liquidato un acconto sul dividendo pari a 0,14 euro relativo agli utili 2018 e il 24 luglio 2019 è stato pagato il saldo del dividendo per lo stesso esercizio per un importo pari a 0,14 euro. L’ammontare totale dei dividendi distribuiti nel corso del 2019 è stato pari a 0,28 euro, circa il 18% in più rispetto ai 0,237 euro distribuiti nel 2018.
In relazione all’esercizio 2019, il 22 gennaio 2020 è stato pagato un acconto sul dividendo per un importo pari a 0,16 euro, mentre il pagamento del saldo del dividendo è previsto il 22 luglio 2020.

La prospettiva degli investitori sta cambiando rapidamente: i mutamenti in atto e le sfide che ci presenta il mondo oggi stanno stravolgendo anche il modo di investire. Le società non sono più viste come sistemi chiusi, bensì come sistemi aperti che generano ricchezza attraverso l’interazione con l’ambiente e le comunità nelle quali operano, e verso le quali sono responsabili. In questo contesto il perseguimento da parte di Enel di una strategia volta a creare valore attraverso la decarbonizzazione e a cogliere le opportunità dell’elettificazione è stata compresa e apprezzata dagli investitori istituzionali, la cui presenza nel capitale sociale di Enel al 31 dicembre 2019 ha raggiunto il massimo storico del 60,3% (vs. 57,6% al 31 dicembre 2018), mentre la quota degli investitori individuali è scesa al 16,1% (vs. 18,8% al 31 dicembre 2018). Rimane stabile al 23,6% la quota del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Gli investitori ESG (Environmental, Social & Governance) sono in continuo aumento: gli investitori SRI rappresentano, al 31 dicembre 2019, circa il 10,8% del capitale sociale (vs. 10,5% al 31 dicembre 2018), mentre gli investitori firmatari dei Principles for Responsible Investment rappresentano il 43% del capitale sociale (vs. 39,1% al 31 dicembre 2018).

Per ulteriori informazioni si invita a visitare il sito web istituzionale (www.enel.com) alla sezione Investor Relations (https://www.enel.com/it./investors1) e a scaricare l’app “Enel Investor”, dove sono disponibili dati economico-finanziari, presentazioni, aggiornamenti in tempo reale sull’andamento del titolo, informazioni relative alla composizione degli organi sociali e il regolamento delle Assemblee, oltre ad aggiornamenti periodici sui temi di corporate governance.

Sono anche disponibili punti di contatto specificamente dedicati agli azionisti individuali (numero telefonico: +39- 0683054000; indirizzo di posta elettronica: azionisti.retail@ enel.com) e agli investitori istituzionali (numero telefonico: +39-0683051; indirizzo di posta elettronica: investor.relations@enel.com).

Andamento titolo Enel e indici Bloomberg World Electric, Euro Stoxx Utilities e FTSE Italia All-Share, dal primo gennaio 2019 al 31 gennaio 2020.

Fonte: Bloomberg