Aspetti normativi e tariffari

Il quadro regolamentare europeo

Pacchetto legislativo “Clean Energy for all Europeans”

Il pacchetto legislativo “Clean Energy for all Europeans”, proposto dalla Commissione Europea nel 2016, ha posto le basi necessarie per una maggiore integrazione e regionalizzazione dei mercati dell’energia, del bilanciamento, della flessibilità e della capacità. A seguito dell’accordo inter-istituzionale raggiunto durante il 2018, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GU), il 14 giugno 2019, gli ultimi dossier legislativi necessari alla chiusura del pacchetto legislativo: Regolamento Elettricità (2019/943), Regolamento ACER (2019/942), Regolamento Preparazione al Rischio (2019/941) e Direttiva Elettricità (2019/944). I dossier sono entrati in vigore il 4 luglio 2019 e nel caso dei regolamenti questi risultano immediatamente applicabili mentre nel caso della direttiva questa dovrà passare attraverso il processo di trasposizione nei vari Paesi UE fino al 31 dicembre 2020.
Le nuove normative favoriscono l’integrazione delle diverse tecnologie e la partecipazione di diverse tipologie di operatori nei mercati; aprono altresì al possibile sviluppo di meccanismi per fornire segnali a lungo termine agli investimenti per la decarbonizzazione (per es., aste, PPA) e l’adeguatezza del sistema elettrico (mercato della capacità).

Pacchetto legislativo “Mobilità pulita”

Il pacchetto legislativo “Mobilità pulita”, proposto dalla Commissione Europea in tre distinti pacchetti tra 2017 e 2018, contiene una serie di proposte legislative e altre iniziative volte a rendere il traffico più sicuro, a ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento atmosferico, a supportare lo sviluppo dei veicoli a zero e basse emissioni e la creazione di una filiera per la produzione di batterie europee. Durante il 2019, a seguito dell’accordo inter-istituzionale raggiunto durante il 2018, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GU) gli ultimi dossier legislativi necessari alla chiusura del pacchetto legislativo. Il regolamento (UE) 2019/631 sugli standard di emissione di CO2 per le nuove autovetture e veicoli leggeri al 2025 e al 2030 è stato pubblicato in GU il 25 aprile 2019 ed è entrato in vigore il 15 maggio 2019. Il regolamento (UE) 2019/1242 regolamento sugli standard di emissione di CO2 per i veicoli pesanti al 2025 e al 2030 è stato pubblicato in GU il 25 luglio 2019 ed è entrato in vigore il 14 agosto 2019. Infine, la direttiva (UE) 2019/1161 per la promozione dei veicoli è stata pubblicata in GU il 12 luglio 2019 ed è entrata in vigore il 1° agosto 2019. Mentre i regolamenti sono direttamente applicabili a valle della pubblicazione del testo nella GU, la direttiva dovrà essere recepita attraverso specifici atti legislativi negli Stati membri entro due anni dall’entrata in vigore.

Finanza sostenibile

A dicembre 2019 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto l’accordo sulla proposta di regolamento relativo a un sistema di classificazione per le attività economiche sostenibili (Tassonomia), con l’obiettivo di potenziare gli investimenti privati e pubblici per finanziare la transizione verso un’economia climaticamente neutra e verde. La formale approvazione del regolamento è prevista per il primo trimestre 2020.
Sempre nel mese di dicembre 2019 è stato formalmente approvato il regolamento che riguarda gli indici di riferimento di basse emissioni di carbonio e gli indici di riferimento di impatto positivo in termini di carbonio (che modifica il precedente regolamento (UE) 2016/1011).
Si ricorda che i due regolamenti sopra citati fanno parte di un pacchetto sulla finanza sostenibile, che include anche una proposta di regolamento sull’informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341 (IORPs) e la definizione di uno standard europeo di Green Bond, per aumentare la trasparenza e la comparabilità di questo mercato, a supporto della finanza sostenibile.

Link di approfondimento

Comunicazione “European Green Deal”

L’11 dicembre 2019 la Commissione Europea ha presentato “European Green Deal” (EGD). La comunicazione contiene una serie di iniziative volte a consentire ai cittadini e alle imprese europee di beneficiare di una transizione verde e sostenibile ed è parte integrante della strategia della Commissione Europea per attuare l’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. Lo European Green Deal include iniziative su clima, ambiente, strategia industriale, finanza verde, finanziamenti, sostenibilità e società e proposte legislative che verranno presentate lungo il 2020 e 2021.

  • La Commissione presenterà la prima proposta di una legge europea sul clima a marzo 2020, volta a riflettere una maggiore ambizione climatica e che sancisca l’obiettivo europeo di neutralità climatica del 2050. 
  • È inoltre prevista una valutazione delle misure necessarie per effettuare un ulteriore taglio delle emissioni di gas a effetto serra per portare il target di riduzione fissato al 2030 a -50-55% (sostituendo l’obiettivo attuale di riduzione del 40%). A tal fine, la Commissione Europea lancerà un processo di revisione dei diversi dossier legislativi al fine di allinearli ai nuovi target climatici: in primis l’emission trading system (ETS) e la possibilità di estenderlo a ulteriori settori, la direttiva sulla tassazione energetica e l’introduzione di un “carbon border adjustment mechanism” per specifici settori volto a ridurre il rischio di “carbon leakage” e preservare la competitività dell’industria dell’UE.
  • L’aggiornamento dei piani nazionali per l’energia e il clima previsto nel 2023 sarà valutato nell’ottica delle nuove ambizioni climatiche e a sostegno delle energie rinnovabili. Inoltre, verrà lanciato un processo di revisione dei dossier legislativi relativi all’energia e allo sviluppo delle infrastrutture energetiche. 
  • Durante il 2020 verranno proposte iniziative a supporto dell’eolico offshore e per l’integrazione intelligente dei diversi settori. 
  • Una nuova strategia industriale volta a raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica e un piano d’azione per l’economia circolare sono previsti nel marzo 2020. Inoltre, verrà ribadito il sostegno a IPCEI, a grandi alleanze e a nuove forme di cooperazione con l’industria e a sostegno degli investimenti nelle catene del valore strategiche. 
  • Nel 2020 sarà presentata una strategia per la mobilità sostenibile e intelligente volta a rendere i trasporti più efficienti e più puliti. Inoltre, la Commissione proporrà l’eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili, l’estensione dell’ETS al settore marittimo, la revisione del TEN-T e del DAFI e una revisione dei regolamenti relativi alle emissioni di inquinanti atmosferici e a quelle di gas a effetto serra per i veicoli a combustione interna.
  • Presentazione di una nuova iniziativa volta a favorire la ristrutturazione edilizia con lo scopo di combattere sia i cambiamenti climatici sia la povertà energetica, e possibile estensione del sistema ETS alle emissioni degli edifici. 
  • Presentazione di un piano d’azione per ridurre l’inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo nel 2021, compresa la revisione degli standard di qualità dell’aria e le misure per affrontare l’inquinamento provocato da grandi impianti industriali. 
  • Proposta di un nuovo piano di investimenti sostenibile che includa un “just transition mechanism” e un “just transition fund” volti ad aiutare le regioni e i settori vulnerabili fortemente dipendenti dai combustibili fossili e mobilizzare i fondi necessari per il raggiungimento degli obiettivi dello European Green Deal. 
  • Trasformazione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in una “banca climatica” destinando il 50% di tutti i prestiti erogati a progetti volti al raggiungimento degli obiettivi climatici. 
  • Riallocazione delle risorse nei programmi di finanziamento dell’UE in modo da destinare almeno il 25% del budget a progetti e attività legate al clima (il 30% del Fondo InvestEU). 
  • Entro il 2021, revisione degli orientamenti dell’UE in materia di aiuti di Stato, compresi quelli ambientali ed energetici, e supporto a riforme fiscali a livello nazionale volte a sostenere gli investimenti pubblici dei Paesi UE per il raggiungimento degli obiettivi previsti nello European Green Deal

Disciplina Aiuti di Stato

Dopo il lungo processo di revisione delle norme che regolano la disciplina in materia di aiuti di Stato avviato nel 2012, noto come “Modernizzazione degli aiuti di Stato (SAM)”, la Commissione Europea ha deciso di prorogare al 2021 la validità di regolamenti, comunicazioni e linee guida in scadenza nel 2020.
Contemporaneamente, la stessa Commissione ha avviato un processo di revisione della disciplina specifica degli aiuti di Stato che si concluderà alla fine del 2021.
Lo scorso luglio si è conclusa la prima fase della consultazione pubblica per aiuti per la tutela ambientale e l’energia (Comunicazione 2014/C 200/01 e Sezione 7 del Regolamento (UE) 651/2014). Le linee guida oggetto della valutazione sono state considerate come efficaci, tuttavia la maggior parte delle risposte evidenzia la necessità di una revisione della disciplina degli aiuti di Stato in linea con gli attuali cambiamenti tecnologici ed economici. Queste iniziative di competenza esclusiva della Commissione Europea si collocano nel quadro più generale dello European Green Deal e dei suoi ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione dell’UE. La Commissione ha più volte definito come essenziale il ruolo degli aiuti di Stato nell’effettivo sviluppo delle politiche per la neutralità climatica al 2050. Gli aiuti di Stato rappresentano lo strumento per mobilitare ulteriori risorse nazionali, a sostegno anche di quelle già dispiegate a livello europeo