Lettera agli azionisti e agli altri stakeholder

Lettera agli azionisti e agli altri stakeholder



Cari azionisti, cari stakeholder,

Il nostro modello industriale integra pienamente la sostenibilità nella strategia di business. Questo ci ha permesso anche nel 2019 di continuare un percorso di crescita, confermandoci leader nelle principali dimensioni della transizione energetica.
Siamo la più grande società privata al mondo di distribuzione di energia elettrica, con 73 milioni di utenti finali concentrati in alcune grandi aree urbane del pianeta e siamo il primo operatore privato nelle energie rinnovabili a livello globale, con 46 GW di capacità gestita1.
Anche nel retail abbiamo la più estesa customer base al mondo tra le società private, con circa 70 milioni di clienti, e siamo ben posizionati per beneficiare delle opportunità derivanti dal trend di elettrificazione.
Le solide performance, ottenute con continuità negli ultimi anni, rafforzano la fiducia del mercato nei nostri confronti. Nel corso dell’anno il titolo Enel ha registrato un incremento di valore del 40%, superando quota 7 euro, sovraperfomando l’indice italiano (FTSEMIB: +28%) e quello settoriale (Euro Stoxx Utilities: +22%), ed è stato inoltre incluso nell’indice Stoxx Europe 50, che raggruppa le cinquanta società a maggiore capitalizzazione in Europa.

Il contesto macroeconomico

Il contesto economico mondiale nel 2019 è stato piuttosto debole, perpetuando il rallentamento già iniziato nella seconda metà del 2018. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, unitamente a quelle geopolitiche ed al persistente clima di incertezza circa l’esito dei negoziati della Brexit, hanno condizionato fino agli ultimi mesi dell’anno le scelte di investimento. A fronte del deterioramento del contesto globale, le banche centrali hanno rivisto la propria politica monetaria, con la FED e la BCE che hanno tagliato aggressivamente i tassi di interesse e ripristinato il “Quantitative Easing”.
Il 2019 è stato altresì segnato dall’ulteriore rallentamento dell’economia cinese, mentre negli Stati Uniti l’economia è rimasta supportata da una domanda interna resiliente, con consumi privati ancora solidi.
Nell’Eurozona la crescita è stata modesta, attestandosi in media sul +1,2%. Tale performance è principalmente dovuta al calo della produzione riconducibile alla debolezza della domanda extra-europea, parzialmente compensata da un mercato domestico piuttosto in salute.
In America Latina il quadro economico del 2019 è stato più debole del 2018 ma eterogeneo, con Paesi, come la Colombia, che hanno mostrato solidità ed altri che sono stati più esposti alla volatilità del contesto macroeconomico e politico, come l’Argentina. Il Brasile ha mostrato una forte ripresa dell’attività economica negli ultimi due trimestri del 2019, ma i rallentamenti dell’economia cinese e le pressioni sui prezzi delle commodities ne hanno limitato la crescita del PIL.
Durante il 2019 il mercato petrolifero si è mosso all’insegna della volatilità. Il Brent ha alternato movimenti di prezzo al rialzo e al ribasso. In generale i prezzi sono risultati inferiori rispetto ai livelli dello scorso anno, indicando una debolezza strutturale della domanda globale.
Il mercato del gas è stato caratterizzato da un surplus globale di domanda di GNL che ha contribuito a dirottare i flussi verso l’Europa provocando il massimo riempimento degli stoccaggi e un netto calo dei prezzi.
La diminuzione del prezzo del gas in combinazione con la tensione sul prezzo della CO2, particolarmente volatile nel corso del 2019, ha determinato un indebolimento della competitività del carbone, specialmente in ambito di generazione termoelettrica, che si è riflessa in un calo di domanda e di prezzo del combustibile.
E proprio alla fine del 2019 si sono registrati a Wuhan (Cina) i primi casi dell’attuale pandemia da Coronavirus (COVID-19) che sta mettendo a dura prova in questi mesi i sistemi sociali ed economici di molti Paesi del mondo.

I risultati economici

Nel 2019 il Gruppo Enel ha proseguito il proprio percorso di crescita centrando tutti gli obiettivi fissati, nonostante il peggioramento della competitività della generazione convenzionale, che ha determinato la svalutazione contabile della quasi totalità del parco impianti a carbone del Gruppo, nonché il perdurare dell’instabilità di alcune economie dell’America Latina.
In particolare, il Gruppo ha chiuso l’esercizio con un EBITDA ordinario pari a 17,9 miliardi di euro, in incremento del 10,8% rispetto ai 16,2 miliardi di euro del 2018 e superiore alle indicazioni fornite al mercato. L’utile netto ordinario, sul quale viene calcolato il dividendo, ha raggiunto i 4,8 miliardi di euro, in crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Il dividendo per il 2019 ammonta a circa 33 centesimi per azione, in incremento del 17% rispetto ai 28 centesimi del 2018 e al dividendo minimo garantito agli azionisti. Il rapporto FFO su debito netto, indice del livello di solidità finanziaria, ha raggiunto a fine anno il 26%, migliorando il target prefissato per il 2019. Il debito netto è pari a 45,2 miliardi di euro, inferiore alle indicazioni fornite al mercato anche se in crescita rispetto all’anno precedente, a causa dell’applicazione di nuovi principi contabili, delle operazioni straordinarie concluse nel corso del periodo e dell’incremento degli investimenti destinati alla crescita.

Principali avvenimenti

Per quanto riguarda la generazione, Enel ha raggiunto nel 2019 un nuovo record, costruendo a livello globale 3.029 MW di nuova capacità rinnovabile, grazie ad una pipeline di progetti solida, ben diversificata ed in continua crescita. La capacità installata consolidata rinnovabile ha raggiunto i 42 GW e ha superato quella termoelettrica, in calo a 39 GW. Si tratta di un passo importante nel cammino del Gruppo verso una matrice energetica più pulita e sostenibile, che è testimoniata anche dalla rapida riduzione delle emissioni specifiche di CO2, attestatesi a 296 g/kWheq (-20% rispetto al 2018). È stato così raggiunto con un anno di anticipo l'obiettivo fissato nel 2015 di ridurre le emissioni dirette al di sotto dei 350 g/kWheq.
Il Gruppo ha proseguito lungo il percorso della digitalizzazione delle reti, con un incremento di 5,9 milioni del numero di smart meters di seconda generazione (per un totale di 13,1 milioni) e lo sviluppo di progetti innovativi come il Puglia Active Network (Italia) e l’Urban Futurability (San Paolo, Brasile). Questi progetti sono finalizzati a migliorare la qualità e la resilienza delle reti elettriche, grazie all’utilizzo di tecnologie quali la sensoristica diffusa, l’intelligenza artificiale e la modellazione 3D.
Nel corso dell’anno è proseguito il piano di installazione di infrastrutture di ricarica pubbliche per veicoli elettrici in Italia, Spagna e Romania e sono stati raggiunti accordi di interoperabilità che consentono ai clienti Enel X di avere a disposizione una rete di 79.565 punti di ricarica. Il Gruppo si è inoltre confermato leader nella transizione energetica, supportando l’elettrificazione del trasporto pubblico grazie alla fornitura di stazioni di ricarica per bus elettrici in Cile e in Colombia. Abbiamo inoltre confermato la nostra capacità di assistere i clienti nell’utilizzare l’energia in modo più efficiente, portando a 6,3 GW i servizi di gestione attiva della domanda e a 110 MW il totale delle batterie installate presso i clienti industriali o direttamente connesse alle reti di distribuzione e trasmissione.
In tema di trasformazione digitale, ad aprile 2019 è stato raggiunto un importante traguardo: il completamento della migrazione dei dati e delle applicazioni del Gruppo sul cloud. Enel è la prima tra le grandi utility mondiali ad aver raggiunto questo obiettivo, con enormi vantaggi in termini di flessibilità, velocità, sicurezza, resilienza oltre che di efficienza. Questo passaggio, inoltre, è determinante in quanto è abilitante tecnologico di nuovi modelli di business, come quelli a piattaforma, che saranno sempre più rilevanti nel futuro prossimo di Enel.
Nell’ambito delle operazioni straordinarie, è stata perfezionata la cessione della centrale a carbone russa di Reftinskaya (3,8 GW) da parte della controllata Enel Russia a JSC Kuzbassenergo, società controllata da Siberian Generating Company.
Enel Green Power North America ha effettuato la ristrutturazione della joint venture con General Electric negli Stati Uniti attraverso l’acquisizione del 100% di sette impianti di generazione geotermica, eolica e solare, per un totale di 650 MW e la vendita del 80% di un portafoglio di 785 MW di parchi eolici statunitensi a CalPERS.
In Brasile, attraverso la sua controllata Enel Green Power Brasil Participações Ltda, il Gruppo ha finalizzato la vendita del 100% di tre impianti rinnovabili completamente operativi per un totale di 540 MW alla società cinese CGN Energy International Holdings Co. Limited.
In Italia si segnala la vendita a F2i SGR dell’impianto a biomasse di Mercure (Italia), operazione che si inquadra all’interno di un accordo firmato dal Gruppo Enel con F2i SGR per la cessione dell’intero portafoglio di impianti a biomasse in Italia.
Infine, nella prima metà del 2019, attraverso un’operazione di Total Return Swap (TRS) sulle azioni di Enel Americas, il Gruppo ha incrementato la propria partecipazione nel capitale sociale della società del 5%, arrivando a circa il 60%.
Per quanto riguarda la finanza, dopo il terzo Green Bond da 1 miliardo di euro di gennaio, l’anno è culminato con l’emissione di due SDG-Linked bond, i primi titoli obbligazionari al mondo legati direttamente ai Sustainable Development Goals (SDG) fissati dalle Nazioni Unite con l’Agenda 2030. Le due operazioni hanno raccolto complessivamente un controvalore di 3,9 miliardi di euro sul mercato americano ed europeo, destando un grande interesse da parte della comunità finanziaria internazionale. Con una domanda media 3,6 volte maggiore dell’offerta ed uno sconto fino al 20% rispetto a strumenti di finanziamento convenzionali, l’operazione ha portato al riconoscimento del premio “ESG Issuer of the Year” da parte di International Financing Review.

Strategia e previsioni per il 2020-22

Il mondo delle utilities sta vivendo un’epoca di profonde trasformazioni, guidate principalmente dalla sfida della decarbonizzazione del settore dell’energia. Il progressivo spostamento della generazione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, insieme con l’accelerazione nell’elettrificazione dei consumi finali, saranno i trend principali della transizione energetica. Le infrastrutture energetiche e le piattaforme digitali rappresenteranno degli elementi chiave per abilitare tale transizione e raggiungere i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. La strategia sostenibile ed il modello di business integrato sviluppati negli ultimi anni hanno permesso al Gruppo di creare costantemente valore e consentiranno di beneficiare delle opportunità emergenti da questa transizione, limitando al tempo stesso i relativi rischi.
Grazie al modello di sviluppo basato sulla crescita organica degli asset di generazione rinnovabile che permette una grande flessibilità di impiego dei capitali, il Gruppo è capace di affrontare con buona capacità di reazione eventuali repentini cambiamenti di scenario che potrebbero verificarsi a fronte della pandemia in sviluppo in questi mesi nel mondo.
Nel novembre 2019 Enel ha presentato il Piano Strategico 2020-2022 che, confermando le direttrici strategiche già identificate, integra esplicitamente gli obiettivi SDG all’interno della strategia economico-finanziaria.
Il percorso di crescita delineato nel Piano evidenzia un’accelerazione costante, con un obiettivo di EBITDA ordinario di Gruppo al 2022 di 20,1 miliardi di euro, rispetto ai 17,9 miliardi di euro del 2019 (+12%).
Nel prossimo triennio il Gruppo prevede investimenti organici lordi totali pari a circa 28,7 miliardi di euro (in aumento del 11% rispetto al piano precedente), di cui oltre il 90% è riconducibile ai 4 SDGs su cui è orientata la strategia: SDG 7 – Affordable and Clean Energy; SDG 9 – Industry, Innovation and Infrastructure; SDG 11 – Sustainable Cities and Communities; SDG 13 – Climate Action.
Del totale degli investimenti organici, circa 12,5 miliardi saranno dedicati alla costruzione e mantenimento di impianti di generazione rinnovabili, che raggiungeranno i 60 GW al 2022. Contestualmente il Gruppo proseguirà nel progressivo superamento degli impianti a carbone, con una diminuzione della produzione del 74% già nel 2022.
Tale strategia è coerente con l’impegno di Enel per la lotta contro il cambiamento climatico che, a settembre 2019, è stato ulteriormente rafforzato definendo come nuovo obiettivo quello di ridurre del 70% entro il 2030 le emissioni dirette di CO2 per kWheq, rispetto al 2017. Questo target è certificato dalla Science Based Targets initiative, la più autorevole iniziativa a livello mondiale per sostenere la definizione di obiettivi scientifici che stimolino le imprese a supportare la transizione verso un'economia a emissioni zero, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Parallelamente, Enel ha fissato un altro nuovo obiettivo, anch’esso certificato dalla Science Based Targets Initiative, volto a ridurre del 16% entro il 2030 anche le emissioni indirette associate al consumo di gas da parte dei clienti finali di Enel.
Per quando riguarda le reti, sono pianificati investimenti pari a circa 11,8 miliardi di euro, con lo scopo di migliorarne ulteriormente la resilienza, la qualità e l’efficienza, anche grazie all’utilizzo degli smart meters di nuova generazione, che nel 2022 raggiungeranno quasi 29 milioni di unità, e all’adozione di un modello di business a piattaforma che consentirà di rendere più efficaci le operations in tutti i paesi di presenza.
Infine, il Gruppo investirà 2,3 miliardi di euro complessivi nel segmento retail e in Enel X per rafforzare la centralità del cliente, acquisendo una posizione di vantaggio in vista della crescente elettrificazione dei consumi. Lo sviluppo di piattaforme globali ed ecosistemi ci consentirà di mettere a disposizione del cliente nuovi servizi, abilitando un’ulteriore creazione di valore per il Gruppo. Al 2022 i clienti nel mercato libero saranno circa 35 milioni e si raggiungeranno inoltre 10,1 GW di gestione attiva della domanda e 736 MW di accumuli elettrici installati.
La solidità del nostro business model e la citata flessibilità nell’impiego dei flussi di cassa su investimenti organici ci consentono di poter confermare la politica dei dividendi basata su un pay-out del 70% dell’utile netto ordinario di Gruppo e di estendere il dividendo minimo per azione per l’intero periodo 2020-2022 dove Enel prevede di corrispondere, sui risultati degli esercizi 2020-2022, il maggiore fra: a) un dividendo per azione basato sull’indicato pay-out del 70%; b) un dividendo minimo per azione di 0,35 euro, 0,37 euro e 0,40 euro rispettivamente.
In un momento di forte instabilità dello scenario globale, affrontiamo il futuro con fiducia, forti di quanto abbiamo costruito e del valore delle nostre persone.

(1) Include, oltre alla capacità installata, anche quella riferita a società collegate o a controllo congiunto (circa 3,7 GW).