47. Attività misurate al fair value

 

Il Gruppo determina il fair value in conformità all’IFRS 13 ogni volta che tale criterio di valorizzazione è richiesto dai princípi contabili internazionali.
Il fair value rappresenta il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività nell’ambito di una transazione ordinaria posta in essere tra operatori di mercato, alla data di valutazione (c.d. “exit price”).
La sua proxy migliore è il prezzo di mercato, ossia il suo prezzo corrente, pubblicamente disponibile ed effettivamente negoziato su un mercato liquido e attivo.
Il fair value delle attività e delle passività è classificato in una gerarchia del fair value che prevede tre diversi livelli, definiti come segue, in base agli input e alle tecniche di valutazione utilizzati per valutare il fair value:

  • Livello 1: prezzi quotati (non modificati) su mercati attivi per attività o passività identiche cui la Società può accedere alla data di valutazione; 
  • Livello 2: input diversi da prezzi quotati di cui al Livello 1 che sono osservabili per l’attività o per la passività, sia direttamente (come i prezzi) sia indirettamente (derivati da prezzi); 
  • Livello 3: input per l’attività e la passività non basati su dati osservabili di mercato (input non osservabili).

In questa nota sono fornite alcune informazioni di dettaglio inerenti alle tecniche di valutazione e agli input utilizzati per elaborare tali valutazioni.
A tale scopo:

  • le valutazioni ricorrenti al fair value di attività o passività sono quelle che gli IFRS richiedono o permettono nello Stato patrimoniale alla fine di ogni periodo;
  • le valutazioni non ricorrenti al fair value di attività o passività sono quelle che gli IFRS richiedono o permettono nello Stato patrimoniale in particolari circostanze.

Per aspetti generali o di informativa circa le contabilizzazioni relative a tali fattispecie, si rimanda alla nota 2 “Princípi contabili e criteri di valutazione”.

Nella tabella che segue sono esposte, per ogni classe di attività valutata al fair value nello Stato patrimoniale, su base ricorrente e non ricorrente, le valutazioni al fair value alla fine del periodo e il livello nella gerarchia del fair value in cui è stata classificata la specifica attività.

Milioni di euro

  

Attività non correnti

 

Attività  correnti

 

Note

Fair value

Livello 1

Livello 2

Livello 3

Fair value

Livello 1

Livello 2

Livello 3

Partecipazioni in altre imprese FVOCI

26

64

4

11

49

-

-

-

-

Titoli  FVOCI

26.1, 30.1

416

416

-

-

61

61

  

Partecipazioni in altre imprese FVTPL

26

8

-

-

8

-

-

-

-

Attività finanziarie da accordi per servizi in concessione FVTPL

26

2.362

-

2.362

-

-

-

-

-

Finanziamenti e crediti  valutati al fair value

26

354

-

-

354

51

51

-

-

Altri investimenti di liquidità al fair value

32

-

-

-

-

-

-

-

-

Derivati di fair value hedge:

         

- tassi

46

7

-

7

-

-

-

-

-

- cambi

46

25

-

25

-

-

-

-

-

Derivati di cash flow hedge:

         

- tassi

46

26

-

26

-

-

-

-

-

- cambi

46

1.081

-

1.081

-

132

-

132

-

- commodity

46

215

29

186

-

847

288

559

-

Derivati di trading:

         

- tassi

46

2

-

2

-

-

-

-

-

- cambi

46

-

-

-

-

34

-

34

-

- commodity

46

27

4

23

-

3.052

1.056

1.994

2

Rimanenze valutate al fair value

28

-

-

-

-

42

40

2

-

Attività classificate come disponibili per la vendita

33

87

-

-

87

-

-

-

-

Corrispettivi potenziali (contingent consideration)

27

96

-

69

27

51

-

38

13

 

Il fair value delle “Partecipazioni in altre imprese FVOCI” è stato determinato per le imprese quotate sulla base del prezzo di negoziazione fissato alla data di chiusura dell’esercizio, mentre per le società non quotate sulla base di una valutazione, ritenuta attendibile, degli elementi patrimoniali rilevanti. Le “Attività finanziarie da accordi per servizi in concessione FVTPL” sono relative all’attività di distribuzione di energia elettrica sul mercato brasiliano prevalentemente da parte delle società Enel Distribuição Rio, Enel Distribuição Ceará ed Enel Distribuição Goiás e sono contabilizzate applicando l’IFRIC 12. Il fair value è stato stimato come valore netto del replacement cost basato sugli ultimi dati sulle tariffe disponibili e sull’indice generale dei prezzi del mercato brasiliano.

La voce “Finanziamenti e crediti valutati al fair value” accoglie nel Livello 3 il credito relativo alla cessione di Slovak Power Holding pari a 354 milioni di euro al 31 dicembre 2019, il cui fair value è determinato in base all’applicazione della formula del prezzo prevista contrattualmente. Per quanto concerne i contratti derivati, il fair value è determinato utilizzando le quotazioni ufficiali per gli strumenti scambiati in mercati regolamentati. Il fair value degli strumenti non quotati in mercati regolamentati è determinato mediante modelli di valutazione appropriati per ciascuna categoria di strumento finanziario e utilizzando i dati di mercato relativi alla data di chiusura dell’esercizio contabile (quali tassi di interesse, tassi di cambio, volatilità) attualizzando i flussi di cassa attesi in base alle curve dei tassi di interesse e convertendo in euro gli importi espressi in divise diverse dall’euro utilizzando i tassi di cambio forniti da World Markets Reuters (WMR) Company. Per i contratti relativi alle commodity, la valutazione è effettuata utilizzando, ove disponibili, quotazioni relative ai medesimi strumenti di mercato sia regolamentati sia non regolamentati.
In conformità con i nuovi princípi contabili internazionali, il Gruppo ha introdotto nel corso del 2013 la misura del rischio di credito, sia della controparte (Credit Valuation Adjustment o CVA) sia proprio (Debit Valuation Adjustment o DVA), al fine di poter effettuare l’aggiustamento del fair value per la corrispondente misura del rischio controparte. In particolare, il Gruppo misura il CVA/DVA utilizzando la tecnica di valutazione basata sulla Potential Future Exposure dell’esposizione netta di controparte e allocando, successivamente, l’aggiustamento sui singoli strumenti finanziari che lo costituiscono. Tale tecnica si avvale unicamente di input osservabili sul mercato. Il valore nozionale di un contratto derivato è l’importo in base al quale sono scambiati i flussi; tale ammontare può essere espresso sia in termini di valore monetario sia in termini di quantità (quali, per esempio, tonnellate, convertite in euro moltiplicando l’ammontare nozionale per il prezzo fissato). Gli importi espressi in valute diverse dall’euro sono convertiti in euro applicando i tassi di cambio di fine periodo forniti da World Markets Reuters (WMR) Company.
Gli importi nozionali dei derivati qui riportati non rappresentano necessariamente ammontari scambiati fra le parti e di conseguenza non possono essere considerati una misura dell’esposizione creditizia del Gruppo. Per gli strumenti di debito quotati il fair value è determinato utilizzando le quotazioni ufficiali, mentre per quelli non quotati è determinato mediante modelli di valutazione appropriati per ciascuna categoria di strumento finanziario e utilizzando i dati di mercato relativi alla data di chiusura dell’esercizio, ivi inclusi gli spread creditizi di Enel.
La valutazione degli strumenti finanziari derivati in Enel si configura sempre nelle casistiche di Livello 1 o Livello 2 in quanto basata su input di mercato.
Unica eccezione è rappresentata dai contratti derivati relativi a indici meteorologici (“Weather Derivatives”), la cui valutazione è effettuata utilizzando dati storici certificati delle variabili sottostanti.
Per esempio, un derivato di tipologia HDD (“Heating Degree Days”) su una data stazione di osservazione indicata nel contratto derivato è valutato al fair value calcolando la differenza tra lo strike contrattualizzato e la media storica della stessa variabile osservata nella medesima stazione di riferimento. La valutazione dei derivati meteorologici in Enel si configura come Livello 3.

47.1 Attività con indicazione del fair value

Nella tabella che segue sono esposti, per ogni classe di attività non valutata al fair value su base ricorrente ma per la quale il fair value deve essere indicato, il fair value alla fine del periodo e il livello nella gerarchia del fair value in cui è stata classificata tale valutazione.

Milioni di euro

  

Attività non correnti

 

Attività  correnti

 

Note

Fair value

Livello 1

Livello 2

Livello 3

Fair value

Livello 1

Livello 2

Livello 3

Finanziamenti e crediti

26, 30

401

-

19

382

1.418

 

1.286

132

Investimenti immobiliari

19

154

22

-

132

-

-

-

-

Rimanenze

28

-

-

-

-

54

-

-

54

La tabella accoglie il fair value di investimenti immobiliari e rimanenze di immobili non strumentali rispettivamente per 154 milioni di euro e per 54 milioni di euro. Tali importi sono stati calcolati con l’ausilio di stime di periti indipendenti che hanno utilizzato differenti tecniche di valutazione a seconda della specificità dei casi in questione. La voce maggiormente significativa è quella dei "Finanziamenti e crediti" che si riferisce essenzialmente a e-distribuzione ed Enel SpA.